5 aspetti da tenere in considerazione se si desidera lavorare come Social Media Manager

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  1. Gestire i social è un lavoro, così come l’avvocato, il medico o l’insegnante.

Ma quanto ci impiegherai per pubblicare due foto su Instagram e su Facebook, dieci minuti?

Se vi offro questa somma, arriverò a 10.000 follower?

E che ci vuole a gestire un profilo dai, mio cugino è bravissimo.”

Chi di noi non ha sentito, almeno una volta nella vita, porre domande simili ad un Social Media Manager? Quest’ultimo è un lavoro che richiede conoscenze e competenze sempre più trasversali. Purtroppo, e pare sia qualcosa su cui si sta lavorando da anni, non esiste un albo che attesti la reale professionalità di un SMM, e ciò diviene un problema per il cliente che deve valutarne uno tra tanti. Proprio per tale motivo ci devono essere trasparenza, lealtà e garanzie in chi oggi fa questo mestiere.

Esiste ormai sul web una miriade di corsi di formazione, anche brevi e addirittura gratuiti, per acquisire dimestichezza con gli strumenti digitali ma, a mio avviso, non è sufficiente né giusto limitarsi ad essi, perché si andrebbe a sminuire il valore di un compito invece più complesso.

Qualora non abbiate conseguito in precedenza una laurea coerente e affine, il mio consiglio è di leggere tanto, di apprendere da esperti di livello, di frequentare master specifici e soprattutto di informarvi bene sui professionisti da cui acquistate: diffidate da chi regala un corso e state alla larga da chi vi propone prezzi irrisori. Il tempo è denaro, e in quanto tale dev’essere retribuito!

2. Abbiate pazienza, i risultati non arrivano dall’oggi al domani.

Se avessimo avuto il dono di fare miracoli, sicuramente la nostra vita sarebbe stata più semplice. Qualora un domani doveste sentire qualche collega promettere ad un cliente di fargli raggiungere risultati specifici e in tempi brevi, diffidate: purtroppo non esistono certezze in questo mestiere, esistono studio, costanza, strategia e pazienza. Non vi ritrovate in queste qualità? Allora forse la vostra strada nell’online potrebbe essere un’altra. Imparate a dire di NO a chi non rispetta la vostra professionalità, nel lungo tempo trarrete vantaggi importanti in termini di reputazione e immagine.

3. Non basatevi sui numeri, ma sulle persone.

Uno dei problemi che riscontro spesso è quello di ricercare un aumento continuo di follower, e mi ritrovo a porre sempre la stessa domanda: meglio circondarsi di fan inattivi e disinteressati, o di persone che ci stimano, interagiscono e, addirittura, acquistano? Dobbiamo volere seguaci con cui poter instaurare un dialogo, una relazione, un legame umano e sincero.  

4. Non esiste chi ha tanto tempo: esiste chi riesce a gestire meglio il tempo.

Disporre di canali social oggi è un lavoro come tutti gli altri, che siate un Personal Brand, un’azienda o un piccolo commerciante. Ognuno di noi si assume la responsabilità di metterci la faccia, e date queste premesse, chi vorrebbe fare una brutta figura? In nostro soccorso arriva il temutissimo Piano editoriale, strumento che ci consente di strutturare una precisa calendarizzazione dei nostri contenuti: può avvenire tramite semplice carta e penna, tramite file Excel, tramite strumenti più avanzati. Qualsiasi sia la natura del mezzo scelto, vi assicuro che faciliterà la vita.

5. I social non sono gratis.

Insieme al cliente è giusto concordare anche una piccola cifra da destinare all’advertising: come tutto il resto, anche per questo sono richieste determinate qualità e competenze, e non è possibile affidarne la creazione al cugino di turno, in quanto esistono figure specializzate in un ambito o in un altro (copy, grafici, etc.). Ho visto campagne studiate, pensate e strutturate molto bene, pur avendo a disposizione un budget irrisorio.

Impariamo a comprendere, oggi più che mai, le potenzialità derivanti dal mondo digitale e proviamo a sfruttarne le tante e diverse opportunità che ci regalano.

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